Massimo Zammataro

Padovano sanguemisto, classe 1969, era già nato quando l’uomo sbarcava sulla Luna in un teatro di posa allestito dalla NASA, sotto la regia di Stanley Kubrick.

Lo Squalo di Spielberg, visto all’età di sei anni, grazie all’incoscienza della nonna materna, lo segna irreversibilmente, mentre la visione di Alien, pochi anni dopo, completa il danno.

Trascorre così gli anni ’70 consumando le poltrone di legno del cinema parrocchiale, divorando compulsivamente pellicole di tutti i generi, meglio se “de paura”.

Naturalmente propenso alla lettura, sin da piccolo legge molto, soprattutto Topolino di cui, nei primi anni novanta, finirà per scrivere alcune sceneggiature pubblicate. Nel 2012, grazie al progetto di scrittura creativa The Survival Diaries ha ripreso la penna in mano riscoprendo la sopita vena creativa. Dallo stesso anno, scrive racconti e recensioni per Sugarpulp.

Nella vita reale, esercita la professione di avvocato a Padova, è sposato con una moglie che lo sopporta, ama gli amici, la birra scura, la carne alla brace, il cibo fritto ed i ciccioli di maiale. Grazie a Spielberg, ha ancora un mal celato timore di tuffarsi in acque profonde.

Con LA CASE Books ha pubblicato nel 2015 Raccolta Indifferenziata.